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Alecton
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La mwcqmwcgAlecton fu una mwcwcorvetta mwdafrancese, in servizio dal 1861 al 1884. Poco dopo la sua entrata in servizio, mentre stava veleggiando verso la mwdqGuyana francese, incontrò al largo di mwdgTenerife un esemplare di mwdwcalamaro gigante, che tentò invano di catturare, riuscendo a entrare in possesso solo di un pezzo della pinna dell'animale.

L'incontro della mweqAlecton provò l'esistenza dei calamari giganti, fino ad allora considerati solo leggende trasposte nella creatura mitologica del mwegkraken. La fortuita esperienza della corvetta influenzò molto anche il mondo artistico, ispirando artisti come mwewVictor Hugo e soprattutto mwfaJules Verne, che ne trasse ispirazione per scrivere mwfqmwfgVentimila leghe sotto i mari, uno dei suoi romanzi più famosi.

Contents

Note

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Costruzione

Nel 1859 la mwggmarina francese ordinò una nuova classe di mwgwcorvette, di cui la mwhaAlecton fu la prima a essere costruita, dando anche il proprio nome alla classe navale corrispondente.cite-ref-fw-1-1[1] La nave fu ordinata nel 1859 nei cantieri di mwiqMarsiglia, venendo varata all'inizio del 1861 e messa effettivamente in servizio nel giugno di quell'anno, dopo aver superato i collaudi con successo.cite-ref-fw-1-2[1]

Era una nave di circa 570 tonnellate, armata con quattro cannoni leggeri di mwjwbronzo e con 64 marinai d'equipaggio. Era a propulsione mista, possedendo sia un motore a vapore sia due alberi muniti di vela.cite-ref-fw-1-3[1]

Incontro col calamaro gigante

Il viaggio inaugurale della mwmwAlecton avvenne nell'autunno 1861, quando oltrepassò lo mwnastretto di Gibilterra dirigendosi verso la mwnqGuyana francese, viaggio che avrebbe fatto nuovamente negli anni successivi.cite-ref-fw-1-4[1] Il suo capitano era l'ufficiale Frédéric Bouyer.cite-ref-ng-2-0[2]cite-ref-tdm-3-0[3]

La mwsaAlecton navigò verso ovest, finché si trovò al largo dell'isola di mwsqTenerife. Qui, il 30 novembre 1861,cite-ref-tdm-3-1[3]cite-ref-journal-4-0[4] le vedette gridarono all'improvviso che una grande massa lunga circa 6 metri galleggiava appena al di sotto della superficie marina, non lontano dalla nave. Il capitano Bouyer accorse, e riconobbe nella figura avvistata dai marinai il profilo di un mwugcalamaro gigante, animale fino ad allora ritenuto solo una leggenda.cite-ref-ng-2-1[2]cite-ref-tdm-3-2[3]cite-ref-rep-5-0[5] Deciso a provarne l'esistenza, Bouyer decise di catturarlo, e la mwxwAlecton si mise all'inseguimento dell'animale, che parve rendersi conto delle intenzioni dell'imbarcazione e cercò di fuggire per un breve frangente.cite-ref-ng-2-2[2]cite-ref-dou-6-0[6] Il motore a vapore della corvetta si rivelò tuttavia troppo veloce per il calamaro, che fu preso a fucilate e colpi di mwaaarpione dai marinai e infine catturato.cite-ref-ng-2-3[2]cite-ref-dou-6-1[6]

Bouyer diede ordine di issare l'animale a bordo, ma l'impresa si rivelò molto difficoltosa. Alla fine il calamaro, dopo molti sforzi, riuscì a divincolarsi dalle corde dei marinai e a rituffarsi in mare, scomparendo negli abissi.cite-ref-ng-2-4[2]cite-ref-dou-6-2[6] Nel fuggire tuttavia aveva perso un pezzo della sua pinna apicale, rimasto impigliato in un arpione, e Bouyer si dovette accontentare di questa sola vestigia (del considerevole peso di circa 15 kg), che riportò con sé in Europa e consegnò al fisiologo mwfgMarie-Jean-Pierre Flourens dell'mwfwAccademia francese delle scienze assieme a un dettagliato resoconto dell'incontro con l'animale.cite-ref-ng-2-5[2]cite-ref-tdm-3-3[3] Della pinna, inviata a un museo per studi più approfonditi, si erano già perse le tracce l'anno successivo, forse decompostasi oppure semplicemente perduta.cite-ref-journal-4-1[4]

Servizio successivo

Dopo l'incontro col calamaro gigante la mwjgAlecton tornò al suo servizio ordinario, continuando a pattugliare le colonie francesi in Sudamerica, utilizzando come basi la mwjwGuyana francese e mwkaGuadalupa. Rimase in servizio fino al 1883, quando venne radiata, per poi essere demolita a mwkqLorient l'anno successivo.cite-ref-fw-1-5[1]

Impatto culturale

L'incontro della mwmaAlecton ebbe un'enorme eco nella stampa europea, e andò a collocarsi nel dibattito di quegli anni se una creatura mitologica come il mwmqkraken esistesse davvero.cite-ref-rep-5-1[5]cite-ref-dou-6-3[6] Leggende sul kraken circolavano ormai da secoli tra i marinai, alimentate dalle carcasse di cefalopodi di grandi dimensioni che occasionalmente si spiaggiavano sulle coste europee.cite-ref-ng-2-6[2]cite-ref-rep-5-2[5] Con l'mwqgilluminismo i primi naturalisti e biologi avevano cercato di classificare scientificamente il kraken, come fece mwqwCarlo Linneo nel 1735, seguito dal mwravescovo di Bergen mwrqErik Pontoppidan, che nella sua mwrgStoria naturale della Norvegia del 1752 ne diede una prima descrizione analitica e non solo leggendaria.cite-ref-ng-2-7[2] Tuttavia la comunità scientifica, nonostante queste notevoli eccezioni, rimaneva scettica sull'esistenza dei calamari giganti, e non era propensa ad accettarli come creature reali.cite-ref-ng-2-8[2] Addirittura il naturalista francese mwtwPierre Denys de Montfort, per i suoi studi compiuti sui cefalopodi giganti in cui ammetteva l'esistenza del kraken, ebbe la carriera rovinata e non godette più di molto credito tra gli altri studiosi.cite-ref-ng-2-9[2]

I racconti di avvistamenti e incontri con cefalopodi di grandi dimensioni si fecero tuttavia sempre più frequenti tra la fine del XVIII e l'inizio del XIX secolo, e l'incontro della mwxaAlecton fugò ogni dubbio residuo sulla loro effettiva esistenza, facendoli accettare dalla comunità scientifica.cite-ref-ng-2-10[2]cite-ref-rep-5-3[5] La scoperta dei calamari giganti scatenò la fantasia degli scrittori francesi, e grandi nomi della mwzqletteratura francese come mwzgVictor Hugo e mwzwJules Verne trassero profonda ispirazione da questo avvenimento. Hugo, nel suo romanzo mw0amw0qI lavoratori del mare (1866), introdusse la parola "piovra" (mw0gpieuvre) nella mw0wlingua francese, prima di allora mai utilizzata, narrando anche l'attacco di un kraken contro un peschereccio. Stessa cosa fece mw1aJules Verne, che nel suo romanzo mw1qmw1gVentimila leghe sotto i mari (1869) dedica un intero capitolo all'attacco portato da un branco di calamari giganti al sottomarino mw1wmw2aNautilus,cite-ref-rep-5-4[5] comandato dal mw3qcapitano Nemo, citando anche esplicitamente la reale esperienza della corvetta francese.cite-ref-ng-2-11[2] L'incontro della mw4gAlecton e i conseguenti lavori di Hugo e Verne contribuirono a far entrare definitivamente il kraken nell'immaginario collettivo.

Nonostante l'incontro della mw5aAlecton abbia fatto accettare i cefalopodi giganti come realmente esistenti, le ricerche su tali animali sono andate a rilento per via della loro rarità, e ancora nel XXI secolo, gli incontri con esemplari di mw5qmw5gArchiteuthis dux (nome scientifico attribuito ai calamari giganti) sono abbastanza rari.cite-ref-rep-5-5[5]cite-ref-dou-6-4[6]

Note

cite-note-fw-11. mw-w(mwaqamwaqeEN) Stephen S. Roberts, mwaqimwaqmFrench Warships in the Age of Steam 1859–1914, 2021.
cite-note-ng-22. mwar0Xabier Armendáriz, mwar4mwar8Il Kraken, il calamaro gigante in agguato negli abissi, su mwasastoricang.it, 30 dicembre 2022.
cite-note-tdm-33. mwaso(mwassmwaswFR) Frédéric Bouyer, mwas0mwas4Voyage dans la Guyane Française, in mwas8Le Tour du Monde, 1866.
cite-note-journal-44. mwatu(mwatymwatcFR) mwatgmwatkJournal de conchyliologie, vol.mwato 10, 1862, pp.mwats 135-138.
cite-note-rep-55. mwaukGiacomo Talignani, mwauomwaus"Qui vivono i calamari giganti". La prima mappa mondiale arriva dall'Italia, su mwauwrepubblica.it, 21 giugno 2017.
cite-note-dou-66. mwavg(mwavkmwavoFR) mwavsmwavwD’où vient la légende du Kraken, ce calamar géantmwav0 ?, su mwav4geo.fr, 26 maggio 2023.

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